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Forlì. Se c’è una tappa obbligata, nell’ampio panorama della cucina Romagnola, eccezionale per antonomasia, è senza dubbio all’Am’arcord”, con due puntini rigorosamente sulla o, il classico “mangiari di Romagna” si legge nel sottotitolo del noto ristorante, nascosto in un angolo pieno di poesia e nel silenzio della vecchia Forlì di fronte al Duomo. Dall’esterno, nulla di particolare ma quando poi in cucina il titolare Giorgio Faraone si scatena, tutto diventa un affascinante viaggio nella gastronomia locale che è tra le migliori d’Italia. Elencare le tante specialità che arrivano dai fornelli, della tipica cucina Romagnola, del piccolo ed affascinante locale, costruito da vecchi mattoni, pochi tavoli e molto sobrio, è quasi impossibile. Noi, vi proponiamo solo alcuni dei piatti che assaggiarli è quasi un obbligo:i tipici antipasti con insaccati di primissima qualità, salati e speziati al punto giusto e le numerosissime bruschette che fanno parte del piatto. Il porcino è il re e non solo dell’antipasto ma si può dire di buona parte del menù. Come non assaggiare gli gnocchetti all’erba cipollina che sono una delizia? Cosi come i risotti e le tagliatelle. Ovviamente, il Sangiovese, tipico di queste parti, non deve mancare, nemmeno agli astemi quando i piatti fumanti arrivano puntuali sulla tavola. E ovviamente, preferiamo fermarci quì, non prima però di sottolineare il buon prezzo e soprattutto la tanta, tantissima cordialità dei coniugi Faraoni, titolari del locale. Poi, rigorosamente a piedi e perché no, basta rifarsi il centro storico della città, il corso della Repubblica e la digestione è già avvenuta, senza nemmeno ricorrere al classico digestivo tanto di moda.
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