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Nel pomeriggio di martedì i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Maddaloni hanno tratto in arresto Massimo Migliore, cl. 1975, residente a San Felice a Cancello, pregiudicato, in esecuzione di un ordine di arresto emesso dall’Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il giovane nel pomeriggio del 13 maggio si era recato a Santa Maria a Vico, in via Panoramica, presso l’abitazione della famiglia A.; nella circostanza, per futili motivi si era verificata un’aggressione con un violento scontro fisico tra il Migliore e alcuni membri di quella famiglia. Tra l'altro il Migliore in base alla ricostruzione dei fatti aveva finanche estratto un’arma, poi risultata a salve, usata come corpo contundente durante la colluttazione per colpire alla testa uno dei fratelli A.. All’arrivo dei Carabinieri il Migliore si era già allontanato, costretto a darsi alla fuga poiché sopraffatto dalla superiorità numerica dei suoi avversari; tuttavia i militari avevano acquisito una serie di testimonianze per ricostruire i fatti ed avevano trovato, nei pressi del luogo della lite, l’arma utilizzata. Si trattava di una pistola a salve cal. 8 mm., con caricatore vuoto ma priva di tappo rosso. A conclusione della vicenda erano state inoltrate all'autorità giudiziaria varie denunce a carico del giovane. Il problema è che il Migliore stava scontando una condanna a poco più di un anno di reclusione ma, anziché essere recluso in carcere, stava fruendo della detenzione domiciliare quale misura alternativa al più afflittivo regime carcerario, ad aveva anche dei permessi per allontanarsi e recarsi a lavoro; pertanto, considerati i comportamenti tenuti dal giovane così come risultanti dall’indagine dei Carabinieri, il Tribunale ha ritenuto di sospendere provvisoriamente il regime alternativo e di disporre la sua traduzione in carcere.
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